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L'Europa a chiamata
11 aprile 11 | Dichiarazioni

Si narra di un gruppo di pastorelli, non importa il loro nome, ma di sicuro qualcuno si chiamava Franco, Roberto o Silvio, che avevan l'abitudine, a mo' di dileggio, di gridar "Al lupo! Al lupo!" in qualsiasi occasione ritenessero di ottenerne un tornaconto.

Questi pastorelli, fra di loro sodali, avevano anche la brutta abitudine di lamentarsi di continuo, nascondendo la propria imperizia e la propria incapacità dietro all'invettiva contro chi stava sopra di loro.

Il giorno in cui venne il momento del bisogno, nessuno si curò delle ragioni e dei mugugni dei pastorelli, tanto le loro persone avevan perso lustro e credibilità per via della loro pessima condotta.

 
Questa storiella alla Esopo è la pura e semplice rappresentazione di quel che sta succendo al governo italiano nei confronti dell'Europa. Dopo anni di fango gettato sulle istituzioni europee la UE chiude la porta in faccia a Berlusconi, Maroni e Frattini che da settimane saltano da un palo all'altro nel vano tentativo di recuperare il boomerang delle loro disastrose politiche sull'immigrazione.

Le stesse teste di serie che hanno fatto della clandestinità un reato penale, precludendo qualsiasi forma d'integrazione e discriminando i migranti che regolarmente lavorano nel Paese, quelli che baciavan le mani di Gheddafi siglando accordi per i lager libici, gli stessi che spalleggiano i Gentilini ed i Borghezio, ora pretendono dall'Europa di poter dettar legge per tutta l'Unione. 

Berlusconi e Maroni hanno addirittura minacciato di voler uscire dall'Unione, magari li si potesse esiliare da qualche parte. Purtroppo stavano parlando dell'Italia e non di loro personalmente...

Dell'inesistente rispetto per l'Europa Berlusconi ed il suo esecutivo ne aveva già data ampia dimostrazione nel 2003 all'europarlamento, quando, inaugurando il suo semestre alla presidenza dell'Unione, aveva definito gli europarlamentari dei banchi dell'opposizione "turisti della democrazia".

Per fortuna c'ha pensato Napolitano, il cui valore è per fortuna un faro luminoso per la tenuta della prassi democratica, a ricordare che l'unico turista della democrazia è proprio lui, il pastorello Berlusconi.

Speriamo che il suo soggiorno termini al più presto.


Riccardo Ricci Petitoni
Segretario regionale GD E-R




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