home materiali chi siamo agenda le idee foto e video archivio territori link
Archivio

La rivincita dei governati
13 giugno 11 | Dichiarazioni

Il deciso raggiungimento del quorum č gią di per sč una vittoria della Repubblica, dei cittadini, della loro voglia di decidere e contare, alla faccia delle arroganze dei governanti. I governati, 16 anni dopo l'ultimo referendum abrogativo valido (il quorum si era raggiunto anche nel 2006, ma si trattava del referendum confermativo sulla riforma Costituzionale) si riprendono il loro protagonismo e scelgono di decidere, abbattendo l'ostacolo del 50% + 1 dei votanti, che, nell'era dell'astensionismo e dell'antipolitica dilagante, rischiava di essere una trappola infernale.

 
I cittadini hanno punito un premier, che fino a qualche mese fa ambiva ancora alla poltrona di Capo dello Stato, ma che ha irresponsabilmente dichiarato che "non avrebbe votato", alla faccia dell'immagine istituzionale. Era già successo nel '91 col referendum sulla preferenza unica, con il frivolo invito di Bettino Craxi ad "andare al mare". I cittadini risposero con un bel 62,4% di affluenza, ed un plebiscito per il sì. La distanza fra popolo e governo fu di lì a poco chiara quando scoppiò l'affaire Mani Pulite.
C'è infatti un sottile limite fra l'irriverenza e la spregiudicatezza che i cittadini considerano accettabile ed ancorchè gradita nella figura dell' imperium rex, e la plateale impressione che li si stia prendendo in giro. La misura sembra esser stata passata da qualche settimana, e ciò che prima sembrava un'ostentazione di forza, ora appare come un'evidente debolezza.
Non la rivincita di un popolo riottoso e giacobino, come si vorrebbe far credere. Ho sentito con le mie orecchie tanti elettori di estrazione leghista o pidiellina andare convintamente a votare, in sfumature diverse dal sì, ma non contemplando l'idea che sarebbe bastato il Non Voto per affossare il referendum. Vendetta interna alla compagine di governo o rivolta silenziosa della base? Che la questioni in ballo fossero troppo importanti per non esprimersi, in un modo o nell'altro, era evidente, ed i governati, più responsabili dei governanti, l'hanno capito al volo. I giochini delle ultime settimane per depotenziare i quesiti, l'oscuramento mediatico, l'invito dei TG schierati a bucoliche gite non hanno fatto che alimentare l'impressione nella gente, non comunisti, non antiberlusconiani, non attivisti sfegatati, ma cittadini comuni, di trovarsi in uno squallido teatrino dove si cercava di manovrarli alla stregua di burattini.
E hanno impugnato l'unica arma concessa in democrazia: matita alla mano e scheda infilata nell'urna.

Riccardo Ricci Petitoni
Segretario regionale Giovani Democratici Emilia-Romagna



» Scrivi un commento * campi obbligatori

Nome *
Email
Titolo *
Messaggio *
Codice * Scrivi il codice visualizzato sulla sinistra
Privacy *


cerca

matteo ricci lavoro welfare maura matteo panari statuto democratici giovani come paolo giovani democratici giovani rom gd segretario movimento 5 stelle irian libera giovani democratici paolo cammi indietro andrea baldini governo lavoro scuola roma gd movimento carovana regolamento segretario regionale pd 8


Iscriviti alla GDNewsletter
iscrivimi
Copyright © Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna, Via Rivani 35 - 40138 Bologna - Powered by Antherica Srl - Privacy
Il sito web di Giovani Democratici dell’Emilia-Romagna non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto