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Diritto di Sapere
7 ottobre 11 | Iniziative pubbliche

Anche i GD emiliano-romagnoli parteciperanno alla manifestazione di domani, Venerd́ 7 Ottobre, indetta dalle associazioni studentesche contro i nuovi tagli del Governo e l'incapacità di costruire una scuola pubblica di qualità.

 
Venerdì mattina saranno presenti anche i Giovani Democratici ai cortei emiliano-romagnoli delle mobilitazioni indette dalle associazioni studentesche italiane.
Dopo gli 8 miliardi tagliati nel 2008, la manovra estiva ha regalato altre brutte sorprese al mondo della scuola pubblica italiana che in questi tre anni ha visto perdere quasi centrotrentamila posti di lavoro. Quella che, a cominciare dal 19 settembre, ha aperto i battenti a quasi 8 milioni di studenti è una scuola con meno insegnanti, meno presidi, meno bidelli, meno ore di lezione : le conseguenze dei tagli sono già visibili.
Agli studenti con handicap non sono garantite le ore di sostegno di cui avrebbero bisogno e le classi ormai sono diventate pollai. Nella scuola primaria, il tempo pieno di fatto non esiste più e dove esiste è per merito dei salti mortali fatti dagli insegnanti.

"Nella scuola secondaria non va meglio" - dichiara Giacomo Gambi, responsabile scuola GD Emilia-Romagna - "il taglio più feroce è quello che si è abbattuto sugli istituti tecnici e professionali costretti a sacrificare le ore di laboratorio. Mentre nei licei, dove sono state tagliate in media dalle 2 alle 3 ore a settimana, con punte fino a 7 come al linguistico, è stato cancellato di fatto ogni margine per le sperimentazioni. Per concludere questo triste quadro, sono stati ridotti drasticamente i fondi per l'ampliamento dell'offerta formativa e con i tagli agli enti locali si sacrificano l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli edifici con gravi rischi per gli alunni."

Il segretario regionale GD, Riccardo Ricci Petitoni prosegue "Tutto questo mentre l'Italia sta affrontando una grave crisi finanziaria, l'uscita dalla quale non può avvenire senza un investimento in capitale umano. Ciò dovrebbe portare a valorizzare le intelligenze, la creatività e l'inventiva dei più giovani che sono la parte più dinamica della popolazione e la più sensibile a interventi formativi."

"La strada intrapresa fin'ora da questo Governo", conclude Ricci Petitoni "è quella sbagliata. Che tipo di Paese saremo tra dieci o quindici anni, dipende in gran parte da quale formazione offriamo ai ragazzi: quando lo capiranno?"

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7 ottobre |  manifestazioni |  studenti |  gelmini |  tagli |  scuola |  pubblica | 

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