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Gli ultimi giorni
7 novembre 11 | Dichiarazioni

La fuga dalle fila della maggioranza di numerosi esponenti e fedelissimi del premier e le dichiarazioni di giornalisti a lui vicini (Ferrara e Bechis su tutti) fanno ipotizzare nelle prossime ore o giorni la fine di questo sciagurato Governo.
Ma questo porterà ad una serie di riflessioni affrontate in questo intervento dal segreatario regionale dei GD emiliano-romagnoli, Riccardo Ricci Petitoni

 
Pare, ma mai dire mai, che la parabola berlusconiana volga finalmente al termine. L'agognata fine politica di quest'uomo, non ancora del tutto conclusa, porterà a significativi cambiamenti nell'arco di pochi mesi. I suoi "ultimi giorni" aprono una serie di questioni importanti, sulla politica italiana e sul funzionamento della democrazia:
1- La democrazia è sempre fragile
. Dovremo ricordare in futuro, perchè ce lo dimentichiamo in fretta, che la fascinazione dell'uomo forte al potere significa anche arbitrarietà delle scelte ed irresponsabilità delle politiche: un leader che fonda il suo potere sulla spartizione clientelare crea un consenso che non corrisponde necessariamente al bene supremo del Paese, ma a ciò che lui ritiene prioritario. Dobbiamo essere consapevoli che è in corso un pressing politico (mosso su pretesti finanziari) non solo nazionale ma delle istituzioni internazionali ed europee per spingere Berlusconi al passo indietro, affinchè l'Italia possa uscire da questa crisi senza trascinare irrimediabilmente con sè l'Europa intera. Non potendo agire con leve istituzionali, gli attori europei ed occidentali utilizzando qualsiasi mezzo mediatico per incentivare l'uscita di scena del premier italiano. Ma come si può ben vedere, l'ultima parola spetta a lui ed alla capacità di compravendita dei suoi cortigiani.

2- La fine di Berlusconi cambierà l'assetto partitico
. Già ora sono evidenti le transfughe dei pidiellini verso il gruppo Misto o più significativamente nell'UDC. In mancanza di un riferimento ideologico forte dopo ventanni di partito leaderistico, i deputati spaesati si appigliano all'ultimo riferimento di cui hanno memoria: le ceneri della Democrazia Cristiana. In un futuro senza B. aumenterà probabilmente il peso del Terzo Polo, mentre il PDL esploderà in una polveriera e la sua stessa esistenza sarà messa in dubbio, visto l'esistenza di numerose fazioni che solo il soverchiante potere di Silvio era in grado di tenere buone. La Lega difficilmente riuscirà a riverginarsi dopo il fallimento del patto di ferro con Berlusconi, capace di trascinare giù anche la credibilità di Bossi ed aprire la strada a Maroni per un ripensamento in chiave moderata del leghismo (che diventa, di fatto, un partito dei conservatori).

3- Passeranno comunque diversi mesi prima che il panorama politico si riallinei
, decretando chi ci perde e chi ci guadagna dal tramonto del protagonista indiscusso della politica italiana. Nell Centrosinistra dovremo lavorare sodo per conquistare la fiducia degli italiani, non dando per scontato che la sconfitta del nemico di sempre significhi automaticamente la nostra vittoria. In particolare i partiti della coalizione dovranno dismettere il brutto vizio di tentare di acquisire consensi strappandoli al vicino, ma profondendo tutte le energie per convincere l'elettorato deluso che opterebbe per il non voto od il voto di protesta.Alle urne, se il Centrosinistra non conquisterà una maggioranza solida, sarà, volente o nolente, costretto ad accordi esterni con l'UDC, e questo vorrà dire politiche più centriste e probabilmente meno riforme audaci, una "grosse coalition" che prolungherà la fase di transizione fino ad una più certa conformazione partitica e politica.  

Possiamo evitare al Paese altri lunghi mesi di incertezze e mediazioni al ribasso, possiamo farlo solo se ci dimostriamo uniti come coalizione ma soprattutto uniti come PD
, dismettendo quella cacofonia di voci al nostro interno che ci rendono poco credibili e caotici, provando una volta per tutte a combattere per l'interesse del Partito e della Nazione e non per le nostre velleità di corrente.

Riccardo Ricci Petitoni
Segretario Regionale GD Emilia-Romagna

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fine |  berlusconi |  governo |  dimissioni | 

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