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BAUMAN/HERTZ : Un'altra sviluppo è possibile. E necessario.
2 dicembre 11 | Iniziative pubbliche

Per celebrare i 110 anni di CMC, cooperativa ravennate, al Palazzo dei Congressi di Ravenna sono intervenuti Zygmunt Bauman e Noreena Hertz.
Davanti ad un pubblico numerosissimo i due esperti hanno indicato quella che deve essere la strada da intraprendere per non sprofondare nel baratro.

 
Si è aperta questo pomeriggio a Ravenna la III scuola di formazione dei GDE-R con un appuntamento speciale.
Presso il palazzo dei congressi di Ravenna si è tenuta una lectio magistralis di Zygmunt Bauman, docente emerito dell'università di Leeds e una delle menti più brillanti della sociologia mondiale.

Dopo i saluti inaugurali col palazzo dei congressi strapieno, Bauman ha parlato della nostra società e di come essa formi le persone e l'individuo al consumo.

"Le ripercussioni della società del consumismo, perchè l'uomo da millenni consuma ma solo in questo secolo è diventato consumista, creano problemi e un forte indebolimento anche nelle relazioni interpersonali".
"Così come c'è un dolore fisico, con la società del consumismo si è venuto a creare un dolore 'morale' nel quale l'acquisto, lo shopping è diventato un paliativo per il dolore che si viene a creare". "Una società così costituita nel quale il consumismo è il cardine non è sostenibile. Servirebbero altri quattro pianeti per poter soddisfare i bisogni dei paesi emergenti come cina, india o brasile (per farli arrivare al nostro livello di benessere) e va quindi rivisto il modello di sviluppo".


A seguire Noreena Hertz, docente presso l'università di Cambridge.
La professore inglese ha prima raccontato e spiegato quella che è la storia del 'capitalismo gucci', di come negli anni 80 sia diventato il modello di riferimento e di come questa visione economica non sia più sostenibile e appoggiata dalle persone.
"L'idea che i mercati si governino da soli, alla base del 'gucci capitalism', si è dimostrata non adeguata. L'unico strumento di successo era quello economico. Più soldi voleva dire stare meglio, ma in queste valutazioni non si tiene conto dell'ambiente, delle condizioni di lavoro, dello stato sociale, della felicità."
"Il co-op capitalismo" - ha prosegutio la Hertz - "si può sostanzialmente differenziare dal neoliberismo più sfrenato per quelli che sono i valori fondanti. Non più l'individuo al centro, ma un gruppo di persone. non più il 'io posso', ma il 'noi possiamo'".
"Non più la transazione economica come parametro del risultato, ma la qualità delle relazioni che si creano. Non solo il risultato che si ottiene ma anche i processi che lo portano e la loro qualità."
"Insomma dobbiamo ridare voce a qualcosa che ha dormito per molto tempo. Siamo tutti sulla stessa barca e ci sono problemi globali, spero che i leader siano abbastanza bravi per capire che noi siamo pronti per affrontre un cambiamento e trasformare il relitto della crisi economica in un'opportunità e andare avanti per lottare e lavorare in una società e un sistema economico equo e sostenibile. Si vince solo se si vince insieme."


La scuola di formazione dei GDE-R prosegue a Riolo Terme in serata con l'inaugurazione e con i live e il djset organizzati da http://www.radioscintilla.it!



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