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Orange session - Parte seconda
3 dicembre 11 | Iniziative pubbliche

Sotto la moderazione di Alessia Coraddu, Filippo Taddei (docente d'economia del Collegio Carlo Alberto) e Fausto Raciti (segretario nazionale GD) hanno realizzato un dibattito molto acceso e appassionato sui temi dello sviluppo economico, affrontando i temi che hanno portato a questa crisi.

 
Nella suggestiva cornice della Rocca di Riolo Terme, dove la scuola di formazione si è spostata per questa serata, Filippo Taddei docente in economia, e Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici hanno discusso dei motivi e dei modi per uscire dalla crisi.

Filippo Taddei "Il mondo in questi anni è profondamente cambiato con l'ingresso di colossi mondiali come Cina ed India. Queste due economie si sono ritrovate con grossi capitali da investire e i mercati occidentali sono diventati il luogo dove investire queste grandi liquidità, liquidità di economie che producono molto più di quanto consumino. Noi, paesi sviluppati, abbiamo venduto una cosa : il debito."
"Ma non è questo che ha mandato in crisi la nostra economia" - ha proseguito Taddei - "bensì quello che può compromettere la situazione italiana definitivamente è la decisione da parte di stati e fondi pensione di non investire sui nostri titoli di stato.
La scelta che si prospetta adesso, per nazioni come la Germania non è scontata : è così 'inevitabile' salvare l'Italia finanziando il suo debito oppure può essere più conveniente 'fallire', nazionalizzare le banche e liberarsi di partner che hanno dimostrato scarsa affidabilità?"
"Draghi a metà Dicembre dovrà riuscire a convincere la bundesbank a rifinanziare il nostro debito pubblico con l'acquisto di titoli di stato da parte della BCE".

Il segretario nazionale GD, Fausto Raciti, ha aggiunto aspetti politici a questa analisi "Dentro il capitolo Italia di questa 'storia' globale c'è anche la ragione per cui non cresce. La scelta di scaricare i costi su un preciso segmento del mondo del lavoro e procedere ad una liberalizzazione consistente dagli anni 90 fino ad oggi scaricando i costi su una generazione che entrava nel mondo del lavoro in quegli anni è stato un piano.
Sono problemi che non si risolvono da qui ad Aprile e neanche da qui ai prossimi due anni. Ci sono caratteristiche strutturali che riguardano il sistema industriale della formazione e della ricerca. Ciò che ci ha penalizzato e potrebbe continuare è l'aver aggredito il problema del debito ma non quello della crescita."

Dopo cena, prima della festa, ultimo appuntamento formativo della giornata col consigliere regionale Antonio Mumolo


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