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La Lega ci frega!
7 aprile 12 - 10 luglio 12 | Dichiarazioni

Gestione disastrosa dell'emergenza immigrazione, razzismo e qualunquismo..e la nostra credibilità internazionale cade a picco. Maroni inaffidabile ed in stato confusionale, la Lega cala le braghe.

 
Gestione disastrosa dell'emergenza immigrazione, razzismo e qualunquismo..e la nostra credibilità internazionale cade a picco. Maroni inaffidabile ed in stato confusionale, la Lega cala le braghe.

Sono arrivati finalmente i giorni in cui gridare "dagli dagli all'immigrato" non è bastato, dove la Lega ed i suoi ministri, in primis quello dell'Interno, Roberto Maroni, hanno dovuto dimostrare sul campo che le loro politiche razziste..risultato: provvedimenti inefficaci ed insensati si sono sommati ad un allarmismo eccessivo, alimentato proprio da questa maggioranza che anche in tempi di emergenza umanitaria non rinuncia alle piazzate elettorali.

Maroni ci dimostra come l' "uomo forte" leghista sia soltanto un'altra illusione padana: raramente l'Italia si era presentata sul tavolo della diplomazia internazionale con un rappresentante così poco credibile ed incapace. Inviare lui e Berlusconi in missione Tunisia è stato un flop pazzesco: quanto appeal potevano avere un noto esponente di un partito chiaramente xenofobo ed un premier immanicato fino all'altro giorno con il peggior dittatore nordafricano?

Nel frattempo, una carretta del mare è affondata, nell'indifferenza dei più, portando con sè 200 disperati. Chi è riuscito riesce ad arrivare, lo si voleva stipare in maxitendopoli, guarda caso fuori dalle regioni leghiste, per poi farlo rimpatriare forzatamente.

Per fortuna i leghisti sono stati sbugiardati dalla linea delle Regioni e delle opposizioni, che si sono opposte alla discriminazione territoriale ed hanno avanzato politiche di solidarietà, come un permesso temporaneo di circolazione in Europa (parliamo di uomini e donne che fuggono dalla guerra, non di pericolosi criminali) e l'accantonamento delle tendopoli per ripartizioni più eque fra le Regioni che assicurino maggior concerto fra Enti Locali, Associazioni umanitarie e Protezione Civile.

Dodici anni fa, nel '99, 36000 profughi kosovari fuggirono in Italia per salvarsi dalle persecuzioni. L'emergenza non fu gestita fomentando la paura ma lavorando sulla solidarietà. All'oggi nessuno ricorda quell'esodo come destabilizzante per la nazione, anche se di certo fu emergenziale.

E' ora che l'Italia s'interroghi sul suo ruolo geopolitico, e su quello dell'Europa, nel contesto mediterraneo. Se il nostro Paese è la piattaforma naturale ed ideale di congiungimento fra il nord ed il sud del mondo, è ovvio che non possiamo lasciare questo ragionamento ai novelli xenofobi o di chi fa della strategia della paura il suo principale strumento elettorale.

Finora abbiam nascosto la polvere sotto al tappeto: i barconi che oggi arrivano sono gli stessi di sempre, fino a pochi mesi fa venivan bloccati da Gheddafi e spediti nei campi d'agonia nel deserto.

Ora non possiamo più chiuder gli occhi, occorre uno sguardo più ampio ed autorevole, in Italia ed in Europa

Matteo Monetti
Giovani Democratici Emilia-Romagna

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