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Spending review, irragionevoli e anacronistiche le scelte del Governo sulla scuola.
14 luglio 12 | Dichiarazioni

La scuola viene trattata ancora una volta come una mera voce di bilancio. I giovani Democaratici non abbasseranno mai la guardia per difendere l'istituzione scolastica.

 

Appaiono irragionevoli e anacronistiche le scelte contenute nella spending review del Governo, scelte che penalizzano la scuola italiana e che non si inseriscono in un disegno di prospettiva per il nostro sistema educativo. Dopo gli 8 miliardi tagliati dal Governo Berlusconi col disegno di dequalificazione del duo Gelmini-Tremonti, il rischio è che la situazione possa aggravarsi ulteriormente a causa dei tagli agli Enti Locali che inibiranno investimenti e finanziamenti in servizi educativi ed edilizia scolastica.

Le scelte del governo, veri e propri tagli lineari che vanno a danneggiare un sistema già gravemente colpito, non valorizzano gli insegnanti: sono oltre ventitremila i docenti dei quali non si considerano la professionalità e l’esperienza acquisita nel corso della loro carriera. I dati parlano chiaro: diecimila sono in esubero, altri diecimila verranno esclusi dall’insegnamento e circa tremilacinquecento, ritenuti inidonei, saranno destinati ad altro ruolo. In questo modo, però, si danneggia la qualità educativa e soprattutto la continuità didattica.

La scuola non può essere, ancora una volta, considerata come una mera voce di bilancio sulla quale effettuare razionalizzazioni e tagli di ogni tipo. Al governo è giusto chiedere che vengano prese decisioni di segno opposto, che restituiscano alla scuola risorse e possibilità, affinché essa si riappropri del proprio ruolo sociale e possa aiutare il Paese a crescere. E ai gruppi parlamentari del PD, allo stesso modo, è giusto chiedere che venga tenuta alta la guardia in Aula, affinché la scuola non venga per l’ennesima volta danneggiata dal scelte ragionieristiche che non producono nulla di buono per il Paese.

Non si può pensare di governare il Paese con delle scelte da ragioniere, ma si governa con un disegno politico chiaro, che rimetta al centro la valorizzazione dei saperi e della scuola pubblica. Sicuri che il Partito Democratico, nella sua sfida per governare il Paese, lo terrà bene a mente, ci impegneremo e ci batteremo perché finisca l’era dei tagli a scuola e inizi quella degli investimenti.


Jessi Simonini

Res. Scuola GDER






TAGS:
scuola |  spending review |  tagli |  investire sulla scuola | 

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