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Scuola: non esiste il merito se non si gioca alla pari
4 giugno 12 | Dichiarazioni

La scuola deve fornire a tutti gli strumenti per essere i migliori. Il governo va nella dierezione sbagliata.

 
Le prime informazioni che ci giungono in merito alla Riforma annunciata dal ministro Profumo ci lasciano perplessi, perché crediamo che le vere priorità della scuola italiana oggi debbano essere altre. Pensare a una scuola di pochi, nella quale soltanto i migliori possono andare avanti, è contro i principi della nostra Costituzione: c’è bisogno di una scuola che non lasci indietro nessuno, aperta, inclusiva, che investa sui più meritevoli come sui più deboli. La scuola della nostra Costituzione repubblicana è una scuola senza competizione: una scuola di uguali.
Una scuola che ha bisogno di altro: di una capillare lotta alla dispersione scolastica, vera piaga fin dalla Secondaria di primo grado, che può essere risolta attraverso politiche di orientamento più serie e mirate, oltre che attraverso nuovi investimenti nel settore, perché la dispersione inibisce di fatto lo sviluppo socio-culturale della collettività oltre che degli individui; di un investimento più corposo sulla scuola materna, un diritto riconosciuto al quale ancora pochi bambini possono accedere, soprattutto nelle zone più vulnerabili del Paese, e sull’edilizia scolastica, per la quale dovrebbero essere sospesi i vincoli del Patto di Stabilità, perché in gioco c’è l’incolumità di moltissimi studenti. E poi ancora: piena attuazione del Titolo V, per una scuola davvero autonoma; nuovi concorsi soprattutto per le Medie e stabilizzazioni dei docenti; più risorse per la formazione professionale.
Ma c’è bisogno soprattutto di volontà politica. La volontà di incrementare in maniera netta le risorse da destinare alla scuola, per risolvere questa situazione di emergenza: la scuola non deve essere una mera voce di bilancio, utile solo alle spending review, ma deve essere un traino per lo sviluppo sociale, economico e culturale di questo Paese.
E il merito, in questo quadro, non può essere fra le priorità, perché c’è ancora molta strada da fare e, seguendo il percorso tracciato da Profumo, il rischio è quello di acutizzare i divari. Noi siamo per accorciarli, i divari, e vogliamo sottolineare ancora una volta il nostro impegno per una scuola inclusiva e di qualità, aperta a tutti, non uno di meno.


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