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Scudo fiscale e vendita dei beni confiscati...Coś si torna indietro.
26 novembre 09 | Dichiarazioni

Il Governo prova a vendere i beni confiscati alle mafie per fare cassa. Libera dice NO!

Sono passati ben tredici anni dalla sotrica raccolta firme di Don Ciotti che portò all'approvazione della legge 109 del 96...e Libera è diventata l'emblema di quella lotta alla mafia..E oggi?

"Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito - dice Don Ciotti - . Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato".

Lo Stato dunque, a fronte della necessità di liquidi getta la spugna e vende...Mandando all'aria tutto un lugo lavoro di recupero e di progettazione.
"Lo scenario che siprefigura -specifica Don Ciotti a radio RAI3 -  è la possibilità per le cosche si riportare i soldi in Italia, ripuliti, graze allo scudo fiscale, e poi con prestanome e finte società, riacquisire i beni sottratti alla mafia".

Ecco cosa succederà, ecco come questo governo sta lottando contro lo Stato nello Stato. Questa cosa è assolutamente criminale, e getta tutto indietro di molti anni. Anziché cercare di aiutare i comuniche decidono di aiutare Libera, i consorzi e le cooperative sociali che cercano in ogni modo di far rivivere capitali, terre, proprietà, anziché dare un segnale di come debba essere condotta la lotta alla mafia, gli dona uno strumento che gli permette di ritrsformrsi, ricollocarsi cul territorio e sul mercato. Già le banche hanno rivenduto i beni ipotecati a soggetti a volte poco raccomandabili che hanno saldato l'ipoteca, senza farsi troppo scurpolo di indagare sull'origine stessa di quel denaro o dei depositari, ed in più si aprono le porte a tutti.

Per questo si chiede governo e al Parlamento  di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan.
"S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni  - chiede il sacerdote - e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie".
 
Anche la nostra associazione dovrebbe gridare a questo scandalo!

Alex Tagliatti.


Firmate l'appello sul sito di Libera.


TAGS:
libera |  don ciotti |  confisca alla mafia |   | 

COMMENTI: 1
» Circense
Liberi con Libera!
Scritto da Emma Ambrosone in data 26 2009 alle 16:47

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