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Earth Day 2010 - Riccardo Ricci Petitoni
22 aprile 10 | Dichiarazioni

Il 22 aprile, in tutto il mondo, si celebra l'Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra, che quest'anno compie quarant'anni. Mai come in questi anni si sono moltiplicati i profeti che teorizzano una fine brusca e violenta della fine della vita sulla Terra, ma la distruzione di questo meraviglioso pianeta azzurro non avverrà probabilmente tramite un evento rapido e soprannaturale, quanto per una lenta ma inesorabile agonia indotta dall'irresponsabilità umana.

 
La nostra Terra versa in condizioni di salute sempre peggiori: l’inquinamento, lo sfruttamento delle risorse e la distruzione del patrimonio naturale mettono a durissima prova l’equilibrio di ecosistemi che esiston da sempre, ma che in pochi secoli noi siamo stati capaci di devastare.
In cuor suo ognuno di noi si dice colpito e sofferente per la situazione ambientale, l’opinione pubblica sembra dimostrare molta più sensibilità dei suoi governanti. È necessario però non nasconderci dietro ad un dito: occorre uscire dalla convinzione che la responsabilità è unicamente dei potenti, e noi, nel nostro piccolo, non abbiamo alcuna possibilità di cambiare le cose. Ed è proprio su questo che si basa il paradigma che permette agli inquinatori di prosperare sugli sfaceli ambientali ed ai governi di rimanere accondiscendenti e prostrati.  
Ognuno di noi infatti può fare moltissimo, cambiando in primis il suo stile di vita, il suo modo di consumare, di scegliere, di attivarsi. 
Il benessere di una civiltà non si misura dal suo grado di ingordigia ed avidità di risorse, come il suo sviluppo non dipende dalla capacità di sprecare risorse, quanto piuttosto di sprecarne il meno possibile, e farle fruttare al massimo.  
Questo non è solo una questione di sostenibilità, ma anche di equità sociale: un miliardo di persone non può continuare a consumare i tre quarti delle risorse del pianeta, mentre il resto rimane escluso, e muore nell’indigenza. Prima o poi le nazioni che non hanno niente colmeranno il divario, e vorranno vivere come noi; sarà allora, quando la miseria sarà sconfitta, che il mondo collasserà. 
Alle generazioni future cosa lasceremo allora? L’autodistruzione, od un divario fra ricchi e poveri imposto con la forza, per continuare a consumare famelici?  
C’è una terza possibilità: cambiare il nostro stile di vita, scegliere di consumare meno ed equilibrarci ad un’ecosostenibilità che non significa affatto vivere peggio o vivere male. È una cosa che dobbiamo cominciare a fare subito.

Per l’Earth Day, prendete un piccolo impegno: cominciate a spegner le luci quando uscite dalla stanza, a spegner gli apparecchi elettronici di cui non avete bisogno, a risparmiare acqua quando vi fate la doccia o vi lavate i denti, a separare i vostri rifiuti, a preferire lampadine a basso consumo energetico. Sarà già un piccolo passo. 
E firmate la petizione per convincere il Congresso degli Stati Uniti a ridurre le proprie emissioni di gas serra, sul sito italiano dell’Earth Day:
http://www.giornatamondialedellaterra.it/terra/?p=657


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